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Agazzano
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mwhaAgazzano (mwhqGasan [ga'sã]cite-ref-4[4] in mwiwdialetto piacentino) è un mwjacomune italiano di mwjq2 051 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgprovincia di Piacenza in mwkwEmilia-Romagna.
Insieme ai comuni confinanti crea un agglomerato di mwlq19 466 abitanti.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Economia
• Turismo
• Note
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Geografia fisica
Il territorio agazzanese si estende per complessivi mwmq3588 ha ad un'altitudine media di mwmg184 m s.l.m. in una zona prevalentemente collinarecite-ref-psc199-5-0[5] dove l'alta mwnwpianura Padana lascia spazio alle prime propaggini dei rilievi dell'mwoaAppennino ligure. Il comune è posizionato tra la mwoqval Luretta, dove si trova il capoluogo, e la mwogval Tidone ad ovest; i due torrenti segnano rispettivamente il confine del territorio agazzanese a ovest (mwowTidone) e a est (mwpaLuretta)cite-ref-psc199-5-1[5].
Origini del nome
Il nome del paese potrebbe derivare da mwqwAgathianum, aggettivo mwralatino che a sua volta deriva dal gentilizio mwrqAgathius, nome di un'antica famiglia agricola della zona. Un'altra ipotesi sull'origine del nome identifica Agazzano con il fondo mwrgAcutianus che compare nella mwrwTabula alimentaria traianea risalente al 103 d.C., successivamente trasformatosi in mwsaAricazano e, da qui, in Agazzanocite-ref-storia-6-0[6].
Storia
Agazzano apparteneva al mwtwPagus Lurate, citato nella Tabula alimentaria traianea del mwuaII secolo d.C.. Il ritrovamento di sepolture ed altri oggetti nella frazione di mwuqSarturano, confermano la presenza mwugromana, mancano però fonti documentate relative alla zona di Agazzano in epoca romanacite-ref-storia-6-1[6].
Nel dicembre del mwwa218 a.C., la mwwqBattaglia della Trebbia, documentata dallo storico romano mwwgPolibio, interessò anche il territorio di Agazzano: l'mwwwesercito di mwxaAnnibale, accampato nei pressi di Tavernagocite-ref-7[7], riuscì a bloccare la fanteria romana nell'alveo paludoso del torrente Luretta: le truppe di Annibale riuscirono ad avere la meglio sulle ali dell'esercito romano costringendo le truppe del console mwyqTiberio Sempronio Longo, che pure erano riuscite ad avanzare nel centro dello schieramento, ad una ritirata verso la città di Piacenzacite-ref-8[8].
Nel 1164 mwcqFederico Barbarossa distrusse molti castelli della zona di Agazzano e mwcgPiozzanocite-ref-storia-6-2[6]. Nel XIII secolo il paese subì il saccheggio da parte del mwdwvicario imperiale di mweaFederico II di Sveviacite-ref-storia-6-3[6].
Agazzano divenne poi la capitale del feudo degli mwgwScotti e, verso la metà del Duecento, mwhaAlberto Scoto fece iniziare la costruzione del mwhqcastellocite-ref-storia-6-4[6].
Il territorio nel mwiwXV secolo entrò a far parte del mwjaDucato di Milano. Gli Scotti restarono ad Agazzano fino al 1412 quando il duca di Milano mwjqFilippo Maria Visconti li spodestò, consegnando Agazzano alla famiglia Arcelli che aveva accusato gli Scotti di ribellionecite-ref-storia-6-5[6]. Tre anni più tardi gli Scotti riuscirono a dimostrare la loro innocenza, anche se il castello tornò in loro possesso solo nel 1431 quando fu riacquistato da Alberto Scotticite-ref-storia-6-6[6].
Nel 1451 il duca di Milano mwlwFrancesco Sforza creò il feudo della mwmacontea di Borgonovo con inclusi i feudi agazzanesi di mwmqMontebolzone, Rivasso, Sarturano e Tavernago, assegnandolo al figlio legittimato mwmgSforza Secondo Sforza, che aveva sposato mwmwAntonia Dal Vermecite-ref-11[11], figlia di mwoaLuigi Dal Verme, conte di mwoqBobbio, mwogVoghera, mwowCastel San Giovanni e mwpaPianello Val Tidone, già possessore di buona parte del feudo di Borgonovo e di diversi feudi della val Tidone, assicurandosi così l'appoggio al Ducato di Milano della casata dei mwpqDal Verme.
In seguito il feudo della famiglia Scotti fu più volte confermato dai mwpwFarnese signori del mwqaDucato di Parma e Piacenzacite-ref-storia-6-7[6]. A metà del XVIII secolo il castello passò alla famiglia mwrqAnguissola grazie al matrimonio tra il conte Giovanni e Margherita Scotticite-ref-storia-6-8[6].
Simboli
«D'azzurro, al leone d'oro, tenente nella branca destra una spada sguainata dello stesso, alla banda d'argento, attraversante, accostata da due stelle d'oro; al capo di rosso, caricato dell'emblema della Repubblica, d'oro.
»
Lo stemma unisce i simboli delle due famiglie feudali che storicamente dominarono il territorio agazzanese: la banda e stelle in campo azzurro degli mwwgScotticite-ref-15[15] e il leone con spada degli Arcelli.cite-ref-stemma-13-1[13]cite-ref-16[16] Il gonfalone è un drappo di verde.cite-ref-17[17]cite-ref-18[18]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture militari
• mw2wCastello di Agazzano: edificato nel 1224 da mw3aAlberto Scoto e rimaneggiato nel mw3qXVI secolo presenta una pianta rettangolare. L'ingresso è costituito da due ponti uniti tra loro da un mw3grivellino, danno accesso al mw3wmastio attraverso un cortile interno circondato da un elegante loggiato retto da colonne i capitelli delle quali sono mw4astemmi. La facciata principale è inquadrata da due mw4qtorri cilindriche, con la torre d'ingresso al centro sulla quale sono visibili gli intagli delle catene che alzavano il mw4gponte levatoio. Il castello vero e proprio è affiancato da un palazzo residenziale realizzato durante il Settecento ed è di proprietà privata degli eredi della famiglia Anguissola-Scotticite-ref-19[19].
• mw6aCastello della Bastardina: eretto in epoca tardomedievale ad opera della famiglia Scotti a guardia di un incrocio tra due strade pedemontane dirette rispettivamente verso Piacenza e mw6qPavia, in un luogo dover erano presenti altre fortificazioni sin dall'mw6gXI secolo. Presenta una struttura rettangolare con due torri di forma quadrata sul perimetro esterno, una terza torre sul lato nord, in posizione asimmetrica rispetto alle altre e una quarta torre, costruita successivamente alle altre e, poi, riadattata a campanile per il limitrofo oratorio. All'interno è presente una corte con porticato dal quale si accede, tramite una scala monumentale al primo pianocite-ref-20[20].
• mw8gCastello della Boffalora: costruito sul versante delle prime colline sorge isolato ed imponente sulla strada che collega Agazzano a mw8wPianello Val Tidone. Ha pianta quadrata con torri guelfe agli angoli e l'ingresso protetto da un alto mastio con ponte levatoio. Nei documenti antichi viene denominato mw9aFlatus aurae ed ebbe una storia tormentata con diversi fatti di sangue come l'uccisione di Gerardo Rustici, suo proprietario, nel 1555 e passaggi di proprietà plurimicite-ref-21[21].
• mw-gCastello di Castano: realizzato durante il XII secolo presenta una struttura irregolare a base rettangolare con torri rotonde poste agli angoli e edifici di diversa forma e altezza. Originariamente di proprietà della famiglia Scotti, passò più volte di mano tra il quattrocento e il cinquecento sino ad entrare nelle disponibilità della famiglia Barattieri. Restaurato, è stato adibito a location per convegni e eventicite-ref-22[22].
• Castello di Mirabello: castello che fece storicamente parte, insieme ai vicini manieri di Grintorto e della Bastardina, di un feudo concesso alla famiglia mwaqsTrissino da Lodi. Dell'edificio originale rimangono una torre considerevolmente ribassata rispetto all'altezza originaria e alcune parti di muratura scarpatacite-ref-25[25].
• Castello di Passano: si proprietà nel mwariXIII secolo della famiglia Da Torrano, passò nel 1339 agli Scotti ai quali rimase fino all'estinzione del ramo famigliare, occasione in cui pervenne, attraverso un successivo matrimonio dell'ultima vedova Scotti alla famiglia Pezzancri. L'edificio si presenta con un aspetto profondamente diverso dall'originario, del quale rimangono un torrione a base quadrata in sasso e le mura scarpate e intonacatecite-ref-26[26].
• mwargCastello di Rivasso: costruzione fortificata a pianta rettangolare realizzata in mwarkmattoni. Il corpo principale caratterizzato da una porta di accesso sul lato occidentale e dai resti di alcune finestre mwaroa sesto acuto si collega per mezzo di un voltone ad un secondo corpo, più basso e dotato di mura scarpate. Più staccata verso oriente, si trova invece una torre ottagonale in laterizio alta una decina di metricite-ref-27[27].
• mwasaCastello di Sarturano: l'edificio, dalla data di costruzione incerta, presenta una struttura a forma di trapezio caratterizzato dalla presenza di mwasetorri quadrate agli angoli ed era, in origine, circondato da un mwasifossato. La parte bassa della costruzione è in mwasmciottoli, mentre quella alta in mattoni. L'edificio è stato pesantemente rimaneggiato nel settecento trasformandolo in una villa signorile. Gli unici elementi superstiti del castello medievale si trovano sul lato nord-ovest dell'edificio dove è presente un duplice ingresso con mwasqponte levatoiocite-ref-castello-28-0[28].
• Castello di Vezzanone: Edificio originariamente possesso della nobile casata dei Tredicini di Boffalora, presenta una struttura in pietra dotata di torri angolari di forma circolarecite-ref-29[29].
• Torre di Buriana di Cantone: torre in sasso risalente al quattrocento, inizialmente parte di un castello controllato dalla famiglia Scotti di Mezzano, e poi inglobata in un complesso agricolocite-ref-tutti-24-1[24].
• mwatyTorre di Montebolzone: eretta in una data ignota, venne distrutta nel 1243, per mano di pavesi e tedeschi al servizio dell'imperatore mwatcFederico II di Svevia. La torre presenta una base quadrangolare e è costruita in mwatgpietra nella parte inferiore, circa due terzi dell'altezza, e in mwatklaterizio per la parte sommitale con tracce di merli e un motivo decorativo a dente di sega. Alta una ventina di metri è il mwatodongione dell'antico castello poi andato distruttocite-ref-30[30].
• Torre di Verdeto: Torre risalente al periodo bassomedievale, probabilmente al XV secolo, situata nel borgo di Verdeto, già citato nell'883 negli inventari dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, posto nelle vicinanze della pieve dedicata San Tommaso Apostolo, risalente all'XI secolocite-ref-31[31].
Società
Evoluzione demografica
Economia
Fino agli anni '70 del mwau4XX secolo l'attività prevalente del territorio agazzanese è stata l'mwau8agricoltura, alla quale in quel decennio e nel successivo cominciarono ad affiancarsi il settore dell'industria manifatturiera, il commercio, sia al dettaglio che all’ingrosso, oltreché un notevole incremento dei settori dei trasporti, delle comunicazioni, del credito, delle assicurazioni e dei servizicite-ref-psc27-33-0[33]. Dopo gli anni '80, tuttavia, tutte le attività locali hanno sofferto una contrazione delle loro dimensioni, determinando un periodo di stasi per l'intera economia locale, causata anche dalla polarizzazione delle attività economiche verso insediamenti più grandi come mwavqBorgonovo Val Tidone e mwavuCastel San Giovannicite-ref-psc27-33-1[33].
Al censimento del 2001 l'agricoltura risultava ancora il settore con il numero più alto di attività sul territorio comunale, 159, mentre le attività industriali erano 12, tutte industrie afferenti ai settori alimentare e meccanico presenti sul territorio da tempo; l'assenza di insediamenti recenti costituiva un'ulteriore prova della debolezza dell'economia comunalecite-ref-psc27-33-2[33].
Agricoltura
Secondo i dati del censimento del 2001, la superficie agricola utilizzata era pari a mwawe24,8 km², pari a circa il 70% dell'intera estensione comunale. Le colture più diffuse erano i seminativi, in buona parte mwawiforaggi e mwawmcereali, la cui estensione occupava più del 90% della SAUcite-ref-psc28-34-0[34]. La restante parte della SAU era occupata da orti privati, coltivazioni legnose, prati permanenti e pascolicite-ref-psc28-34-1[34]. La dimensione media delle imprese operanti nel settore era piuttosto contenuta, con l'assenza di aziende di grandi dimensionicite-ref-psc28-34-2[34]. Accanto all'attività agricola tradizionale, sta emergendo, come sostanziale unica novità nell'ambito economico comunale, anche l'avvio di attività accoglienza legate alla tradizione agricola, che essendo dedicate ad un'utenza prevalentemente esterna al territorio agazzanese, rimangono caratterizzate da una spiccata stagionalitàcite-ref-pscrel-35-0[35].
Industria
Nel 2000 erano presenti sul territorio comunale 12 industrie, attive prevalentemente nei settori alimentare e meccanico, quasi tutte di dimensioni piccole o piccolissime, tanto che nessuna di esse determina un impatto consistente a livello paesaggistico. L'unica industria di dimensioni più rilevanti era la Lpr, azienda impegnata nella produzione di pinze per freni che consta di un impianto composto da 4 capannoni nella periferia del capoluogocite-ref-psc29-36-0[36]. Quasi tutte le attività industriali presenti nel comune si trovano, così come la Lpr, nella zona pianeggiante di Rivasso, alla periferia del capoluogocite-ref-pscrel-35-1[35].
Turismo
Dal punto di vista turistico, il comune dispone di una discreta presenza di strutture ricettive, per quanto caratterizzate da attività di dimensioni modeste, con 2 alberghi per un totale di 60 posti letto, un mwayaagriturismo e 6 ristoranti; nonostante ciò l'afflusso turistico comunale rimane abbastanza limitato e concentrato prevalentemente sulle seconde case, tanto da non determinare grandi variazioni per quanto riguarda l'utilizzo dei servizi comunalicite-ref-psc29-36-1[36].
Infrastrutture e trasporti
Dal 1908 al 1933 Agazzano fu capolinea di una mwayctranvia a vapore per Piacenzacite-ref-37[37], lungo la quale nel territorio comunale era posta unicamente la fermata a servizio del capoluogocite-ref-38[38].
Il territorio comunale è attraversato dalla mwazestrada provinciale 7 di Agazzano che collega il capoluogo con San Nicolò di mwaziRottofreno ed è la principale strada per raggiungere il capoluogo provincialecite-ref-pscrel22-39-0[39]. Da essa ad Agazzano, si diramano la strada provinciale 7 bis di Piozzano che raggiunge l'omonimo comune risalnedo la val Luretta e la strada provinciale 33 di Cantone che collega Agazzano alla mwazcstrada statale 412 della Val Tidone transitando per le frazioni di Castano, Verdeto e Casaleggiocite-ref-pscrel22-39-1[39].
Amministrazione
Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 25 settembre 1986 | 26 maggio 1990 | Sandro Botti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 40 ] |
| 26 maggio 1990 | 20 aprile 1991 | Sandro Botti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 40 ] |
| 20 aprile 1991 | 11 agosto 1993 | Paolo Guglielmetti | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 40 ] |
| 11 agosto 1993 | 22 novembre 1993 | Anna Aurora Colosimo | | Comm. pref. | [ 40 ] |
| 22 novembre 1993 | 17 novembre 1997 | Domenico Ferrari | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | [ 40 ] |
| 17 novembre 1997 | 28 maggio 2002 | Domenico Ferrari | Lista civica | Sindaco | [ 40 ] |
| 28 maggio 2002 | 29 maggio 2007 | Lucia Bongiorni | Lista civica | Sindaco | [ 40 ] |
| 29 maggio 2007 | 8 febbraio 2009 | Lucia Bongiorni | Lista civica | Sindaco | [ 40 ] |
| 8 giugno 2009 | 24 luglio 2010 | Domenico Ferrari | Lista civica | Sindaco | [ 40 ] |
| 16 maggio 2011 | 6 giugno 2016 | Lino Cignatta | Lista civica: Vivo Agazzano | Sindaco | [ 40 ] |
| 6 giugno 2016 | 3 ottobre 2021 | Mattia Cigalini | Lista civica: Tuttagazzano | Sindaco | [ 40 ] |
| 3 ottobre 2021 | in carica | Maurizio Cigalini | Lista civica: L'altra Agazzano | Sindaco | [ 40 ] |
Altre informazioni amministrative
Tra il 2006, anno della costituzione dell'ente, e il 2017, anno al termine del quale è stata formalizzata l'uscita del comune dall'unione, Agazzano ha fatto parte dell'Unione Comuni Bassa Val Trebbia e Val Luretta. Nell'ultimo periodo di permanenza l'unione era composta, oltreché da Agazzano, dai comuni di mwadiCalendasco, mwadmGazzola, mwadqGossolengo, mwaduRivergaro, Rottofreno e mwadySarmatocite-ref-41[41].
Note
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